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Come creare una vision attraverso la musica

  • Come nelle favole

    Stavo ascoltando la canzone di Vasco pensando a quanto sia importante per me la musica, mi ha sempre salvata.

    Se c’era qualcosa di brutto da affrontare, mi mettevo le cuffie e via.
    Si le cuffie… perché il mio primo walkman Sony l’ho ricevuto in regalo negli anni 80, forse nel 1989, avevo 9 anni.
    La mia prima cassetta fu Like A Prayer di Madonna.
    Un inizio scoppiettante direi!

    Mi rifugiavo e mi rifugio ancora oggi nella musica, non potrei vivere senza.
    Alla fine, Matrix, potrebbe anche essere la metafora dei mondi paralleli che ci creiamo nella testa per sopravvivere al dolore, alla solitudine.

    Creiamo luoghi dove esiste qualcuno che ti ama come tu vorresti, che ti premia come pensi di meritare e così via.
    Da ex sportiva amatoriale utilizzavo i sogni come vision per darmi la forza di andare agli allenamenti e superare le sconfitte.

    Oggi mi miei sogni mi portano a vedermi su un palco del TEDx (se non sai cos’è cercalo su Youtube), per ispirare e dare una speranza a chi ha vissuto i miei stessi dolori, a chi li vive ancora a chi sa di poter fare ma non trova la chiave per darsi una possibilità.

    Ho un ricordo, io sdraiata sul mio divano letto della mia camera da letto, che era anche sala da pranzo, sala giochi e tante altre cose, vista la grandezza del nostro primo appartamento.
    Guardavo la finestra e l’unica immagine che potevo vedere oltre quel vetro era un palazzone con tante finestre.

    Ricordo che in un momento di grande dolore e solitudine ho percepito che ero stata messa al mondo per un motivo, ho visualizzato un grande megafono come quello degli strilloni americani che vendevano giornali negli anni 50.
    Io volevo parlare a tutto il mondo per raccontargli il mio dolore e chiedere aiuto.

    Nel tempo quel desiderio è maturato nel parlare a tutti di come superare quel dolore.

    Quanto ho sofferto la città, così anonima, senza verde, maleodorante, senza amici, senza possibilità perché si è talmente tanti che qualcuno arriva sempre prima di te.
    Così scaltra per una come me.
    Sarei dovuta nascere in campagna.

    Dopo quasi due anni in provincia, svegliandomi con le colline marchigiane al posto dei palazzi, sono diventata una persona migliore e mi sono riuscita a vedere da fuori, tutti i lati negativi ma anche quelli positivi.

    Ero sempre arrabbiata, nervosa, in ansia.
    Non riuscivo a concludere nulla e mi spavento pensando a tutto quello che ho fatto ultimamente.

    Torniamo alla musica.
    Torniamo ai sogni, all’immaginario.

    Io sogno ad occhi aperti tutti i giorni,
    spesso mi ha fatto fare scelte sbagliate perché troppo sicura di farcela da dimenticare le basi.

    Altre volte mi ha aiutato ad avere la forza per credere che una come me, non laureata, che è partita da – ZERO, potesse collaborare con professionisti enormi, persone che hanno ottenuto apparentemente il massimo dal loro lavoro.

    Mi sono fermata più volte a chiedermi, ma voglio davvero parlare a milioni di persone? 
    Cosa dovrei dirgli?
    In fondo so cosa dovrei dirgli.

    Vorrei spronarli ad alzarsi e chiedere di più dalla vita, come una storia d’amore vera e non una dipendenza affettiva, oppure come un lavoro dove si sentano sereni.

    Ma tutto ciò ha un prezzo, bisogna cambiare i propri giorni, inserire qualcosa di nuovo, leggere un nuovo libro, andare in un posto nuovo, studiare una nuova materia che consideriamo difficile.

    Vorrei che tu mi raccontassi il tuo desiderio, cosa vorresti chiedere di più alla vita e cosa vuoi fare oggi stesso per arrivare a quell’obiettivo?

    Aspetto la tua risposta, ma non rimandare fallo subito.

    E ricorda… esagera sempre!

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